Unità Mobile a San Ferdinando (RC)

Il Progetto Sanità di Frontiera ha attivato una partnership con MEDU (Medici per i Diritti Umani) che ha permesso di rinnovare e riattivare, nel sud d’Italia, una Unità Mobile, nel territorio della Piana di Gioia Tauro, in Calabria. L’Unità Mobile ha fornito assistenza medico-sanitaria ed orientamento socio-legale e sui diritti del lavoro ai braccianti stranieri presenti nella zona, impiegati nella raccolta stagionale degli agrumi.

In questa zona, almeno 3.500 persone, distribuite tra i vari insediamenti informali sparsi nella Piana, hanno fornito anche lo scorso inverno manodopera flessibile e a basso costo ai produttori locali di arance, clementine e kiwi. Le condizioni lavorative di sfruttamento e le situazioni abitative di degrado e marginalizzazione continuano a rappresentare i caratteri dominanti in questo contesto, rimasto di fatto invariato nel corso degli anni.

La situazione risulta drammatica sotto vari aspetti. Il degrado, le baracche, la plastica ed i rifiuti costringono le persone a condizioni di vita terribili. Nella vecchia tendopoli di San Ferdinando, nella zona industriale, che è diventata uno dei ghetti più grandi d’Italia, hanno trovato posto 2.000 persone in tende e baracche affollate e gelide; nel capannone attiguo – che doveva far parte della nuova struttura d’accoglienza allestita lo scorso agosto ma che gli enti gestori vogliono chiudere – vi dormono 250 persone; in una vecchia fabbrica abbandonata a poca distanza vivono 300 lavoratori in condizioni di estremo disagio. I servizi igienici sono assenti o fatiscenti.

L’Unità Mobile ha operato negli scorsi mesi (dicembre 2017-aprile 2018), durante la stagione delle raccolte, per 4 giorni a settimana, in orario pomeridiano (dalle 15.30 fino a tarda sera, a seconda delle necessità), assistendo circa 20 persone al giorno.

Le zone in cui si sono realizzate le attività in questi mesi sono la baraccopoli di San Ferdinando e altri insediamenti informali, abbandonati, in aree limitrofe (un casolare occupato a Taurianova e un casale industriale vicino alla tendopoli).

Il servizio offerto dall’Unità Mobile è stato ad oggi molteplice:

  • prima visita medica generica;
  • informazione sui diritti alla salute e orientamento ai servizi socio-sanitari della zona;
  • informazione sui diritti dei lavoratori;
  • supporto legale circa varie tematiche, tra cui quelle connesse al lavoro (in partnership con alcuni sindacati locali);
  • accompagnamento presso ambulatori medici (in particolare quello per stranieri di Rosarno);
  • accompagnamento presso servizi di zona per l’espletamento di procedure burocratiche (spesso tali servizi sono infatti ubicati in zone difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici);
  • raccolta di dati sulla situazione lavorativa e sanitaria degli utenti.

 

Alcuni Dati

484 persone assistite • 662 visite realizzate

 

Si è trattato per lo più di giovani lavoratori, con un’età media di 29 anni, provenienti dall’Africa subsahariana occidentale (soprattutto Mali, Senegal, Gambia, Guinea Conakry e Costa d’Avorio). Non mancano le donne, circa 100, quasi tutte provenienti dalla Nigeria e vittime di tratta a scopo di prostituzione.

Dal punto di vista medico-sanitario, le condizioni abitative e di lavoro pregiudicano in maniera importante la salute fisica e mentale dei lavoratori stagionali.

Principali patologie riscontrate:

  • apparato digerente (21%);
  • sistema respiratorio (17%) direttamente riconducibili allo stato d’indigenza e di precarietà sociale e abitativa;
  • apparato osteomioarticolare (22%) correlate particolarmente all’attività lavorativa.

 

Alcune delle persone visitate presentano chiari segni riconducibili a torture e sintomi da disturbo da stress post-traumatico e disagio psicologico, verosimilmente connessi agli eventi traumatici vissuti nei paesi di origine e lungo le rotte migratorie, in particolare in Libia.

Da sottolineare come l’Unità Mobile non si sostituisca ai servizi pubblici presenti in loco, bensì cerchi di rafforzarli e renderli accessibili. L’attività si è concretizzata anche in azioni di advocacy, attraverso il coinvolgimento di varie istituzioni, tra cui il neo sindaco di San Ferdinando e i commissari straordinari della Piana di Gioia Tauro, di Castelvolturno e della Capitanata di Foggia, dove insistono i più ampi insediamenti di braccianti stranieri.

Un’analisi completa dell’attività svolta a San Ferdinando è stata presentata, con un documento dal titolo “I dannati della Terra”, presso la Sala Stampa Estera lo scorso 3 maggio 2018 ed è disponibile al seguente link.

A questo link https://youtu.be/n-iJNCXKdAQ è possibile visitare un breve reportage della missione di OIS presso la tendopoli di San Ferdinando, avvenuta lo scorso aprile 2018.