Sanità di Frontiera

Prendendo spunto dal forte profilo di impegno sociale emerso da un sondaggio sui giovani medici italiani, i risultati del quale sono consultabili qui, si è andato delineando il nostro nuovo progetto Sanità di Frontiera.
La ricerca-azione si sposta quindi sul campo per stabilire una presenza costante di medici e operatori sanitari in quelle terre dove i fenomeni migratori sono più importanti.

 

“Il Benessere Psichico e Fisico di Tutti.”

Il Progetto contribuisce al miglioramento delle condizioni di salute e al benessere psico-fisico dei migranti in arrivo o in permanenza nel nostro paese, con particolare attenzione alle donne e ai minori, promuovendo sul territorio lo sviluppo, la diffusione e lo scambio di modelli e strumenti di intervento innovativi.

“FORNIRE ASSISTENZA DIRETTA E PROMUOVERE LO SVILUPPO, LA DIFFUSIONE E LO SCAMBIO DI MODELLI E STRUMENTI DI INTERVENTO INNOVATIVI DI SUPPORTO ALLA SALUTE DEI MIGRANTI”

Sanità di Frontiera si concentra su una cultura dell’immigrazione mirata al benessere psico-fisico sia delle comunità di accoglienza, che degli stessi new-comers. Soffermandosi sulle necessità connesse all’inserimento dignitoso di chiunque vive nel territorio, a partire dal bisogno di conoscenza e avvicinamento che passa anche attraverso la prestazione dei servizi, quali quelli sanitari, che contribuiscono ad assicurare il rispetto dei diritti individuali di tutti e a creare uno spirito di accoglienza, mutua accettazione, scambio costruttivo e arricchimento di valori. L’offerta di servizi adeguati può, invero, contribuire a migliorare la comprensione, il rispetto e l’integrazione tra le diversità che sono entrate a fare parte del nostro quotidiano.

Le condizioni di criticità affrontate dal Progetto sono:

  • condizioni patologiche con particolare riferimento al disagio psichico e a quelle infettive; importanti non tanto per la consistenza numerica o per la loro ‘importazione’ dai paesi di provenienza, quanto per la scarsa preparazione e dimestichezza dell’operatore sanitario nel gestire malattie, stati d’animo, condizioni sociali e relazionali inconsuete;
  • condizioni di mancata tutela preventiva;
  • condizioni fisiologiche come la gravidanza e comunque tutto l’ambito materno infantile con, ad esempio, tassi di mortalità perinatale ancora più alti tra i figli di straniere immigrate;
  • condizioni sociali, come la detenzione vera e propria e come la prostituzione che vede come protagonisti, spesso obbligati, donne e uomini stranieri;

Attività Sostenute:
  • Formazione degli operatori sanitari (tramite FORMAZIONE CONTINUA, corsi specifici, seminari, convegni) al fine di accrescere le loro conoscenze e competenze sui temi connessi alla salute dei migranti e all’inserimento nelle comunità di accoglienza, in un approccio olistico e multidisciplinare, favorendo il miglioramento dei servizi socio-assistenziali e assicurando quindi ai gruppi vulnerabili un più tempestivo accesso al sistema sanitario ed una sua più efficace fruizione;
  • Attivazione e GESTIONE DI UNITÀ MOBILI PER L’ASSISTENZA SANITARIA AL MIGRANTE rivolta ai migranti in condizioni di maggior disagio e vulnerabilità, in partnership con attori radicati sul territorio a livello locale.

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO

PREMESSA
Sanità di Frontiera è un progetto dell’Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus, che affronta il fenomeno strutturale della migrazione partendo dalla considerazione che l’Europa si trova spesso impreparata alla gestione di queste dinamiche e alla fornitura di servizi sociali e prestazioni sanitarie adeguate alla presenze di mondi, culture, credi e contesti locali diversi.
Il Progetto si concentra su una cultura dell’immigrazione mirata al benessere psico-fisico sia delle comunità di accoglienza, che degli stessi new-comers. Soffermandosi sulle necessità connesse all’inserimento dignitoso di chiunque vive nel territorio, partire dal bisogno di conoscenza e avvicinamento che passa anche attraverso la prestazione dei servizi, quali quelli sanitari, che contribuiscono ad assicurare il rispetto dei diritti individuali di tutti e a creare uno spirito di accoglienza, mutua accettazione, scambio costruttivo e arricchimento di valori. L’offerta di servizi adeguati può, invero, contribuire a migliorare la comprensione, il rispetto e l’integrazione tra le diversità che sono entrate a fare parte del nostro quotidiano.

TEMATICA AFFRONTATE
L’immigrato che arriva in Europa è generalmente in buone condizioni di salute per via di un’auto-selezione in partenza che porta ad emigrare chi ha maggior chance di riuscita nel progetto migratorio e quindi anche chi è più sano e integro nel fisico. Riteniamo dunque sia bene pensare alla medicina delle migrazioni non in termini di malattie o di rischio, ma come occasione per riconsiderare la persona nel suo insieme (corpo, psiche ma anche cultura, aspettative, desideri…). Con questo Progetto affrontiamo tutto ciò che concerne la salute del migrante e delle comunità di accoglienza, con un’ottica globale –che nell’era della globalizzazione non deve sfuggirci–, inclusi i determinanti della salute, quali inserimento o fragilità sociale, politiche d’accoglienza e d’integrazione, pregiudizi e discriminazioni.
La medicina delle migrazioni è la medicina di tutti i cittadini e il ripensamento di essa è, dunque, un’occasione per razionalizzare e rendere più efficiente ed efficace, nonché result-oriented, ogni euro speso per la salute pubblica, considerate le persistenti condizioni di vincolo e contrazione della spesa sanitaria, che impongono questa razionalizzazione.
La medicina delle migrazioni è anche la cronaca di un incontro, avvenuto sul piano del bisogno, ma che progressivamente ha fatto intravedere e scoprire la necessità di incontrarsi sul piano anche della cultura, del sapere, della condivisione di esperienze, stimoli, sensazioni.
L’incontro con lo straniero immigrato è uno dei momenti nuovi dell’essere impegnati nel campo sanitario in Italia e in Europa e questo non perché da ciò nascono nuove problematiche o nuove esigenze ma perché è nuovo il modo in cui queste problematiche e queste esigenze si pongono: la riscoperta del peso della cultura, dell’imprinting della propria società d’origine, di come le condizioni sociali possano pesantemente influenzare lo stato di salute mentale e fisica degli individui.
Ed ancora è l’occasione per riscoprire come il nostro ‘ovvio’ non sia assoluto, come la relazione con ogni paziente, italiano o straniero, sia originale ed unica per il modo in cui viene vissuta, sentita, manifestata. I dati sanitari disponibili evidenziano un superamento delle situazioni di esclusione diffusa dai servizi da parte degli immigrati ma indicano anche una fragilità sociale di questa popolazione che, pur nella sua eterogeneità, mostra ambiti di sofferenza sanitaria in gran parte imputabile a incerte politiche di integrazione, a difficoltà di accesso ai servizi e a problematiche culturali/ relazionali/comunicative.

CONDIZIONI DI PARTICOLARE CRITICITÀ LEGATE A SALUTE E MIGRAZIONE:

  • condizioni patologiche con particolare riferimento al disagio psichico e a quelle infettive; importanti non tanto per la consistenza numerica o per la loro ‘importazione’ dai paesi di provenienza, quanto per la scarsa preparazione e dimestichezza dell’operatore sanitario nel gestire malattie, stati d’animo, condizioni sociali e relazionali inconsuete;
  • condizioni di mancata tutela preventiva;
  • condizioni fisiologiche come la gravidanza e comunque tutto l’ambito materno infantile con, ad esempio, tassi di mortalità perinatale ancora più alti tra i figli di straniere immigrate;
  • condizioni sociali, come la detenzione vera e propria e come la prostituzione che vede come protagonisti, spesso obbligati, donne e uomini stranieri;

“IL GRADO DI ACCESSIBILITÀ E FRUIBILITÀ DEI SERVIZI SANITARI RAPPRESENTA UNA QUESTIONE CRUCIALE PER LA SALUTE DEL MIGRANTE.”

In generale, comunque, il profilo sanitario dell’immigrato si sovrappone (per tipologia delle condizioni patologiche) a quello della popolazione autoctona di pari età, è però condizionato dall’effetto di scadenti condizioni di vita presenti soprattutto nelle prime fasi dell’immigrazione nel nostro paese.
In ogni caso, per quanto riguarda gli immigrati i dati recenti parlano di: disagi psicologici e neuro-vegetativi, malattie delle alte vie respiratorie (abitazioni non riscaldate e sovraffollate), disturbi gastrointestinali (alimentazione inadeguata), malattie dermatologiche.
Il grado di accessibilità e fruibilità dei servizi sanitari rappresenta quindi una questione cruciale per la salute del migrante, l’accessibilità dipendendo prevalentemente dalla normativa, la fruibilità dalla capacità “culturale” dei servizi di adeguare le risposte alle necessità dei nuovi utenti. Occorre sottolineare poi come sia l’accessibilità che la fruibilità dipendano fortemente dalla disponibilità di personale sanitario preparato a far fronte a tutti gli aspetti anzidetti. Ed è proprio qui che si inserisce il Progetto Sanità di Frontiera.
Si avverte, dunque, la necessità di uscire dalla logica dell’emergenza per adottare quella della programmazione basata su evidenze (fabbisogni, risorse, competenze, criticità, profili di utenti, ecc…).

FINALITÀ DEL PROGETTO
Il Progetto contribuisce al miglioramento delle condizioni di salute e al benessere psico-fisico dei migranti in arrivo o in permanenza nel nostro paese, con particolare attenzione alle donne e ai minori, promuovendo sul territorio lo sviluppo, la diffusione e lo scambio di modelli e strumenti di intervento innovativi.

OBIETTIVI

  • Promuovere sul territorio italiano lo sviluppo, la diffusione e lo scambio di modelli e strumenti di intervento innovativi di supporto alla salute dei migranti e delle comunità di accoglienza (i. e. attraverso la formazione frontale e a distanza, scambi di buone pratiche, nuovi modelli di ricerca).
  • Migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria e psicologica dei migranti sul territorio italiano, con particolare focus alla salute psico-fisica di donne migranti, dei minori e dei minori non accompagnati, in fase di prima accoglienza e integrazione.

AZIONI
  • Formazione degli operatori sanitari (tramite FORMAZIONE CONTINUA, corsi specifici, seminari, convegni) al fine di accrescere le loro conoscenze e competenze sui temi connessi alla salute dei migranti e all’inserimento nelle comunità di accoglienza, in un approccio olistico e multidisciplinare, favorendo il miglioramento dei servizi socio-assistenziali e assicurando quindi ai gruppi vulnerabili un più tempestivo accesso al sistema sanitario ed una sua più efficace fruizione;
  • Creazione di una APPLICAZIONE PER SMARTPHONE E TABLET (denominata AMICA- Cartella Sanitaria Amica del Migrante), integrata alla piattaforma tecnologica già sviluppata e utilizzata dalla Croce Rossa Italiana, in grado di sistematizzare i dati clinico-diagnostici del migrante in un unico strumento tecnologico e permetterne la facile fruizione e condivisione da parte di tutti gli operatori coinvolti, nonché dai migranti stessi;
  • Attivazione e GESTIONE DI UNITÀ MOBILI PER L’ASSISTENZA SANITARIA AL MIGRANTE rivolta ai migranti in condizioni di maggior disagio e vulnerabilità, in partnership con attori radicati sul territorio a livello locale.
  • Ricerche e INDAGINI CONOSCITIVE ANNUALI sulla salute dei migranti e delle comunità di accoglienza.

AREA GEOGRAFICA DI INTERVENTO
Il progetto prefigura un graduale ampiamento dello spazio di implementazione, ma data la distribuzione percentuale della popolazione migrante per regione, concentra le sue attività nelle zone a maggiore specificità di arrivi e/o successive concentrazioni. Il focus iniziale è dunque su Lazio, Sicilia e Lombardia.

PARTNER
Tra le varie realtà che già collaborano con Sanità di Frontiera possiamo elencare: il Centro Astalli, MEDU-Medici per i Diritti Umani, OSA e Non Ti Scordar Di Me, CARITAS Italiana, Medici Senza Frontiere, Emergency, Croce Rossa Italiana, UNHCR, Save The Children, Ministero degli Interni, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, USMAF, SIMM-Società Italiana Medicina delle Migrazioni, CCM, OIM-Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ASGI-Associazione Studi giuridici Immigrazione, INMP-Istituto Nazionale Medicina e Povertà, Ospedale Bambin Gesù, Università Tor Vergata, Consiglio Nazionale Psicologi, FADOI, Consulcesi ONLUS, GCAP-Global Coalition Against Poverty-Italia e tante altre realtà italiane e internazionali. Fondamentale anche il contributo della Marina Militare che ci permette di approfondire problematiche connesse al viaggio e allo sbarco dei migranti.

Come sostenerci

Per sostenere il nostro progetto, puoi effettuare una donazione a Associazione OIS Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus sul c/c IT 03 L 01030 03283 000002115302 – Codice BIC PASCITM1A25

Se invece sei un medico e vuoi dare il tuo contributo direttamente sul campo,
scrivici i tuoi suggerimenti a sanitadifrontiera@osservatorio-ois.com.

Se sei un volontario è necessario scaricare, compilare e firmare la scheda inviandola all’indirizzo email sanitadifrontiera@osservatorio-ois.com