Workshop di Mutual Learning – “Migrazione: risultati emersi e raccomandazioni.

Workshop di Mutual Learning – “Migrazione: risultati emersi e raccomandazioni.

Il workshop “Migrazione: trasformare le sfide in opportunità” tenutosi lo scorso 13 marzo nell’ambito dei progetti europei Dandelion e Interhealth, organizzato in collaborazione con OIS, ha riscosso attenzione e apprezzamento da parte del pubblico e degli stessi relatori.

Ciò che è emerso chiaramente, in particolare dalla sessione pomeridiana “Migrazione: un approccio interculturale alla salute”, è che il sistema sanitario debba essere messo in grado di approcciare al paziente migrante in senso più ampio rispetto alla sola risposta emergenziale agli sbarchi, pur essenziale.

La presenza di stranieri in Italia, che esprimono il loro bisogno di salute fruendo del sistema sanitario in tutte le sue articolazioni (ambulatori di medicina generale, di pediatria, ASL, ospedali, cliniche specialistiche) richiede, da parte degli operatori sanitari, un’attenzione al contempo più specifica e multidisciplinare.

Le Key policy recommedations emerse rispetto al quanto detto sopra, sono:

 

Key policy recommendations:

  • Approcciare alla salute in maniera olistica, con una particolare attenzione alla salute mentale e a quella sociale
  • Condividere dati, approcci e buone pratiche tra gli operatori del settore
  • Migliorare le capacità di rilevazione e comprensione dei bisogni
  • Promuovere la collaborazione attiva con i migranti
  • Incrementare le competenze interculturali degli operatori sanitari, in particolare attraverso formazioni specifiche
  • Assicurarsi che il settore pubblico mantenga un ruolo centrale nella definizione delle linee politiche e dei percorsi operativi che dovranno poi essere seguiti da tutti gli attori del settore sanitario, tra i quali andrà garantita la massima cooperazione

 

Sottolineiamo come l’approccio dei corsi OIS Sanità di Frontiera –  rivolti a medici ed operatori sanitari – caratterizzati da un impianto formativo multidisciplinare, sia assolutamente in linea con le raccomandazioni emerse, tutte dirette a sottolineare come non sia sufficiente “curare” il paziente, ma sia necessario anche “prendersene cura” in senso più ampio.