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Questo rapporto costituisce il seguito dell’indagine contenuta in Fuori campo – Richiedenti asilo e rifugiati in Italia: insediamenti informali e marginalità sociale, ed è il frutto non solo di un monitoraggio costante compiuto nel 2016 e 2017, ma anche dell’analisi compiuta ei nostri progetti e della collaborazione con una fitta rete di associazioni locali.

Le numerose crisi umanitarie degli ultimi anni, la persistenza di condizioni di guerra e della violazione sistematica dei diritti umani in molti Paesi costringono milioni di persone a fuggire intraprendendo viaggi spesso molto pericolosi. Secondo i dati dell’UNHCR oggi le persone in fuga nel mondo sono oltre 60 milioni.

La presente Linea guida I controlli alla frontiera – La frontiera dei controlli è stata progettata e sviluppata come uno strumento per i professionisti sociosanitari, le autorità sanitarie e gli stakeholder che partecipano al sistema di assistenza e di accoglienza dei migranti e dei richiedenti protezione internazionale, dal momento del loro arrivo e sino alla “presa in carico” nei centri.

Il presente documento è stato predisposto da un apposito Tavolo tecnico, istituito il 12 settembre 2014 con Decreto Dirigenziale del Direttore generale della prevenzione, integrato con D.D. 12 maggio 2015, al fine di dare attuazione a quanto previsto all’articolo 27 comma 1 bis del Decreto legislativo n.251/2007, modificato dall’articolo 1 del Decreto legislativo n.18/2014

Nessun minore dovrebbe essere costretto a lasciare la sua famiglia e il suo paese per fuggire da guerre, dittature, povertà estrema. Ma purtroppo questo accade sempre più spesso. Il numero dei profughi nel mondo non è mai stato così alto, ci dice l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, e molti di loro sono ragazzi e ragazze minorenni, qualche volta bambini, che si mettono in viaggio da soli.

Il numero di minorenni e di giovani donne nigeriane che arrivano in Italia è aumentato in maniera esponenziale negli ultimi tre anni. Se nel 2014 erano 1.454 le donne (adulte) giunte via mare in Italia e provenienti dalla Nigeria, il loro numero è triplicato nel 2015, per poi ulteriormente raddoppiare nel 2016 e raggiungere il numero di 11.009.